Pol, Thursday 28 August 2008 - 21:32:53
Uomini e mezz'uomini, ominicchi, piglianculo e quaquaraquà

Gli italiani non si meritavano
Giovanni Falcone. Lui sapeva che lo avrebbero ammazzato. Così come lo sapeva Paolo Borsellino. Sono andati a morire come i
primi cristiani nel Colosseo. Lasciati soli dalle istituzioni, dai partiti, da molti colleghi. Borsellino morì di fronte alla casa della madre. Non fu prevista
nessuna misura di sicurezza. Ci andava ogni domenica. L’autobomba fu parcheggiata a pochi metri dal campanello del cancello. Il 13 luglio 1992, sei giorni prima dell’attentato, disse a un poliziotto: “Sono turbato. Sono preoccupato per voi, perché so che è arrivato il tritolo per me (dal continente, ndr) e non voglio coinvolgervi” (*).
Sedici anni dopo Capaci, il presidente del Consiglio si chiama
Silvio Berlusconi. In Parlamento ci sono Cuffaro e Dell’Utri. La mafia non ha più bisogno delle bombe. Gli bastano le leggi. “Un rapido elenco di ‘riforme’ : 1) sostanziale abolizione dell’
art.41 bis che impediva la comunicazione tra i detenuti e l’esterno; 2) revisione di alcuni articoli del codice di procedura penale che hanno posto limiti all’utilizzabilità delle
dichiarazioni accusatorie; 3) dopo la revisione di tali norme, vero cedimento alle richieste della destra, nessuna disposizione è stata varata a
tutela dei cittadini non mafiosi
che testimoniano nei processi di mafia; 4) la nuova legge sui
collaboratori di giustizia ha provocato un’unica conseguenza: non si pente più nessuno; 5) la possibilità di allargare l’istituto del
rito abbreviato anche ai reati più gravi, con uno sconto immediato di un terzo e la contemporanea conclusione delle indagini su quei fatti. A ciò va aggiunto che nessuna iniziativa è stata adottata per rendere operativa l’
anagrafe dei conti e depositi bancari prevista sin dal 1991 su suggerimento di Giovanni Falcone”. (**)
Intervistato da Francesco Licata nel febbraio del 1991, Falcone si lasciò andare a uno sfogo: “Ma cosa credono questi signori? Davvero sono convinti che siamo tutti uguali? Credono che mi stia salvando la vita? Io non ho paura di morire. Sono siciliano, io. Sì, io sono siciliano e per me la vita vale
meno di questo bottone”. (**)
Lo psiconano vuole riformare quello che è rimasto della Giustizia e dice di volerlo fare “
ispirandosi al pensiero di Falcone”. Può permettersi di dirlo senza che nessun giornalista presente gli sputi in faccia o, più sobriamente, gli ricordi la permanenza dell’
eroe Mangano nella sua villa di Arcore. La riforma della Giustizia è già avvenuta da tempo. L’hanno attuata D’Alema e Fassino, Castelli e Berlusconi, Prodi e Mastella.
Un passo alla volta. Un accorciamento dei tempi di prescrizione alla volta. Un indulto alla volta. Una limitazione delle intercettazioni alla volta. Un'abolizione del falso in bilancio alla volta. Oggi siamo ai chiodi bipartisan nella bara.
Don Arena, nel romanzo: ‘
Il giorno della civetta’ di Sciascia, divideva l’umanità in uomini e mezz'uomini, ominicchi, piglianculo e quaquaraquà.
Falcone era un uomo, noi, che siamo rimasti, cosa siamo?
(*)
L’agenda rossa di Paolo Borsellino. Lo Bianco, Rizza. Ed. Chiarelettere
(**)
Storia di Giovanni Falcone. La Licata. Ed. Feltrinelli
può essere distribuito alle seguenti condizioni: nc-nd/2.0
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Non mi piace questo accatastamento che Grillo fa di tutti i politici, come se avessero tutti le stesse responsabilità. Non distinguere le responsabilità, ci allontana dalla verità.
Ma dunque i nostri politici hanno il dovere di aiutarci a fare le nette, necessarie distinzioni.
Se ci sono stati compromessi, nel passato, che hanno dovuto subire contro i loro principi etici e di cui ora sanno inquadrare meglio la gravità e ne riconoscono le deleterie conseguenze, vorrei sentire ripetere più e più volte le loro ammissioni e spiegazioni, senza nascondere niente. Noi crederemo loro.
Ovunque ci siano gravi sospetti di responsabilità, da parte di qualunque sedicente 'politico' o funzionario, nel favorire il propagarsi dei modi della mafia nello stato (corruzione di giudici, amministratori pubblici o politici, rapporti poco trasparenti con le imprese commerciali per trarne vantaggi personali), vorrei sentirlo gridare dai nostri, ripetere più e più volte, chiaro e forte, ogni giorno. Noi crederemo loro.
Per queste questioni, non dobbiamo ammettere giustificazioni basate sul 'calcolo politico'.
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Pol
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